Ricordo di P. Pazzelli TOR
RICORDO COMMEMORATIVO DEL P. GIOVANNI PARISI
MINISTRO GENERALE
DEL TERZO ORDINE REGOLARE DI SAN FRANCESCO (1936-1947)

di P. Raffaele Pazzelli TOR


Mi è sommamente gradito stendere un ricordo commemorativo del Rev.mo P. Giovanni Parisi, Ministro Generale del TOR di san Francesco, considerando soprattutto la sua straordinaria attività e benemerenza nella direzione dell'Ordine.
Benché tale attività sia regolarmente registrata nella Rivista ufficiale dell'istituto, io mi affido di preferenza alla mia memoria, poiché i miei primi passi nella vita religiosa nel TOR coincisero con gli inizi del suo alto ufficio. Eravamo nel maggio 1938 quando nella Casa di Noviziato, a Montefranco (TR), venne annunziato a noi sei Novizi che il nuovo Ministro Generale, il P. Giovanni Parisi, sarebbe venuto a presiedere la Commissione di esame sulla Regola, le Costituzioni, la storia dell'Ordine e la nostra conoscenza sulla vita religiosa (quel che oggi più pomposamente si chiama "teologia della vita consacrata").
Invece di essere presi da timore, ci sentimmo altamente onorati perché non avevamo mai sentito che un Ministro Generale partecipasse all'esame dei Novizi. Il nostro tenue orgoglio crebbe quando il Rev.mo Padre, soddisfatto delle nostre risposte, volle rivolgerci parole di incoraggiamento. Da quel giorno, per me e per i miei compagni, il Padre Giovanni Parisi fu come una stella da seguire e, man mano che il tempo passava, anche la nostra ammirazione aumentava di pari passo. Mi è quindi gradito parlarvi di lui. Il P. Giovanni Parisi fu Ministro Generale del TOR di san Francesco nel periodo forse più difficile del nostro secolo, dal 20 maggio 1936 al 16 luglio 1947. C'è dunque incluso il tempo del secondo conflitto mondiale (1939-1945), più i tre anni che lo precedettero e i due che lo seguirono. Il P. Parisi fu a disposizione della S. Sede. Fu infatti designato Ministro Generale dell'Ordine per decreto della S. Congregazione dei Religiosi che in quel preciso momento non credette opportuno indire un Capitolo generale straordinario per le cattive condizioni di salute dell'anziano Ministro Generale, P. Bonaventura Macchiarola, ma piuttosto nominare essa stessa il Corpo Dirigente dell'Ordine.
Si dice giustamente che il giorno si annunzia dal primo mattino e l'uomo si rivela dalle prime azioni e ancor più dai sentimenti che allora lo animano. E bene quindi dare uno sguardo al messaggio iniziale che il P. Parisi diresse a tutto l'Ordine dopo la sua nomina, messaggio che per forza di cose, oltre a portare un senso di sorpresa e forse di smarrimento che attanaglia l'individuo al ricevere un incarico a cui assolutamente non pensava, manifesta anche lo spirito con cui accetta la sfida, confidando nella forza che viene dall'alto.
Egli così diceva: "Questa nomina mi è giunta impensata ed ha prodotto quindi una perturbazione notevole nel mio animo. Persuaso però della bontà dell'insegnamento del Dottore Angelico secondo cui se il Signore ti destina a qualcosa difficile, ti darà anche ciò che è necessario per portarlo avanti", ho pensato che ognuno deve ripetere il detto deIl'Apostolo "Tutto posso in colui che mi dà forza". Tale riflessione e la fiducia che ripongo nella vostra cooperazione mi hanno indotto ad accettare il peso che accompagna questo oneroso Ufficio".
E ricordava ai Frati alcuni punti della difficile situazione presente: la Provincia di Spagna stava soffrendo persecuzioni e atrocità (si era nel 1936, agli inizi della guerra civile), la Provincia di Croazia subiva rivolgimenti politici, la stessa Sede Generalizia, in Roma era sotto frequenti minacce di demolizione per le innovazioni che si stavano operando lungo la "Via dell'impero" (l'odierna Via dei Fori Imperiali); in più, vi erano nell'Ordine abusi da reprimere, quelli che generalmente sorgono contro la regolare osservanza in tempi difficili; era necessario incrementare la serietà degli studi e ripristinare lo spirito religioso.
Passando all'azione, in quel messaggio, il P. Parisi enucleò in poche righe tutto un programma che avrebbe poi perseguito negli anni con serietà, fermezza e costanza. "Sono necessarie egli diceva una oculatezza nell'accettare vocazioni; impartire una seria formazione fin dai primissimi anni; gli studi debbono essere accurati, seguendo i programmi dei pubblici ginnasi; l'anno di Noviziato va dedicato completamente ed esclusivamente alla formazione, senza essere anno di programmi scolastici; le Province inviino ognuna dei giovani sacerdoti alle Università ecclesiastiche romane, per avere in pochi anni dei solidi formatori.
Fin dai primissimi tempi, il Padre Parisi fu fedelissimo a queste linee programmatiche. Infatti nel dicembre 1937 emanava gli "Statuti per i Probandi dell'Ordine". "La precipua speranza per la prosperità e progresso anche numerico dell'Istituto diceva nella Prefazione richiede ed impone una sana educazione ed una formazione religiosa alla nostra gioventù serafica fin dai primissimi anni". Gli Statuti stabilivano norme e direttive, paterne e ferme, circa la direzione spirituale, la disciplina interna ed esterna, il programma di studi, e le pratiche di pietà. Il P. Parisi raccomandava una osservanza fedele, tale che in pochi anni si formasse una pratica consuetudine. E così fu fino agli anni 1960-1970.
A meno di un anno di distanza, nell'ottobre 1938, promulgava il "Direttorio del Terz'Ordine Regolare di san Francesco", inteso per tutto l'Ordine, ma con uno sguardo particolare ai giovani in formazione, nei corsi di Filosofia e Teologia. Questo Direttorio, osservato per anni, produsse una consuetudine di vita, quasi una caratteristica nelle nostre Comunità, con gli stessi esercizi religiosi ovunque, siano essi giornalieri, settimanali e mensili, contribuendo negli anni a portare un vero rinnovamento nella vita dell'Ordine.
Gli intenti del P. Parisi erano diretti prevalentemente ad una migliore formazione dei giovani. Fra le disposizioni particolari va ricordata l'istituzione degli "esami quinquennali" per i giovani sacerdoti; cioè, dopo l'ordinazione sacerdotale i novelli presbiteri dovevano presentarsi per cinque anni ad un esame a livello teorico e pratico, secondo un programma ben definito, dinanzi ad una Commissione di esame, costituita in ogni Provincia, della quale dovevano far parte il Ministro Provinciale, un altro sacerdote di sua nomina ed un terzo membro che veniva designato direttamente dalla Curia Generalizia. Di fatto, questa designava subito, nel marzo del 1937, il suo rappresentante in ogni Provincia".
Proseguendo nel tempo su questa linea, il P. Parisi volle che lo spirito di rinnovamento, che si andava sperimentando, permeasse la vita dell'Ordine in modo stabile, venisse cioè regolato da una forza giuridica maggiore che non quella del Direttorio. Per questo, fin dal 1938, con il beneplacito della S. Sede, si adoperò per una revisione perfettiva delle Costituzioni dell'Ordine, tenendo presenti i documenti e le istruzioni della Chiesa emanati dal 1927 in poi. "Queste Costituzioni egli affermava nel presentarle all'Ordine alla cui progressiva enucleazione hanno partecipato i nostri antenati per secoli, costituiscono la nostra preziosa eredità che dobbiamo gelosamente custodire. Solo divenendo loro emulatori nell'osservarle, saremo efficaci diffusori del nostro Ordine".
L'amore, l'attenzione, lo zelo del P. Parisi per un rinnovamento della vita religiosa e studiosa dell'Ordine trasudano anche dalle Lettere congratulatorie che egli personalmente dirigeva ai Padri più illustri dell'Ordine, additandoli come modelli da seguire nelle loro migliori qualiticazioni. Così, in occasione del 250 di ordinazione sacerdotale del M. R. P. Giuseppe Cosimi, Ministro Provinciale della Provincia Umbro-Picena (oggi Provincia di San Francesco d'Assisi) scriveva: "Ci è veramente gradito poterci congratulare con chi ci dà un aiuto prezioso nel rinnovamento dell'Ordine. Tutti conoscono la cura e l'attenzione che hai nel dirigere felicemente la navicella che ti è affidata. Per la tua attività, possiamo davvero sperare in giorni migliori".
Per il 50° di ordinazione sacerdotale del M. R. P. Bartolomeo Salvà, l'uomo che era stato l'artefice principale dell'unione della Congregazione Spagnola all'Ordine agli inizi del secolo (1906), così scriveva: "Non è facile quantificare né descrivere il prezioso aiuto che ci viene da te, che partecipi alle nostre ansietà nella direzione dell'Ordine in questi periodi turbolenti. Ci è ben nota la solerzia, la diligenza ed attenzione quotidiane che dedichi al progresso e al bene dell'Istituto. L'Ordine tutto ti deve gratitudine".
Non desidero invadere il campo dell'illustre Oratore che vi dirà deIl'attivìtà e della produzione letteraria del P. Parisi. Desidero solo sottolineare che gran parte ditale produzione è stata di carattere eminentemente religioso e, in più, relativo a vite di Santi e Beati del Terz'Ordine di san Francesco, sia Secolare che Regolare. Così facendo, il P. Parisi contribuì immensamente alla diffusione della conoscenza del vasto campo agiografico che onora il nostro Istituto. Nel governo del P. Parisi vi furono parecchie decisioni che rendono memorabile il suo generalato. Prima fra tutte è l'aver egli esteso l'attività dell'Ordine al campo delle "Missiones ad Gentes". Nel TOR unificato questa fu una novità assoluta. Solo nel TOR del Portogallo, mai collegato giuridicamente con quello d'Italia, l'attività missionaria era stata notevole ne! 18° secolo
Il P. Parisi lanciò l'invito all'Ordine intero ad iniziare l'attività missionaria con il proclama Ite et vos in vineam meam, Andate anche voi nella mia vigna, nel marzo del 1937, primo anniversario del suo generalato. "Speriamo egli diceva che questa nostra voce sia ascoltata da molti nostri confratelli, che rispondano generosamente all'invito del Signore". La prima Provincia ad accettare positivamente l'invito fu quella del Sacro Cuore di Gesù, negli Stati Uniti di America. La S. Congregazione di Propaganda Fide accettava ben volentieri l'offerta del nostro Ordine di un manipolo di religiosi di lingua inglese, disposti ad essere inviati in territorio di Missione.
Il Rev.mo Vescovo di Patna (India), Mons. Bernard Sullivan S.I. aveva chiesto da tempo alla stessa S. Congregazione di dismembrare la sua Diocesi, offrendo ai nuovi missionari la parte più orientale di essa, abitata prevalentemente dalla tribù aborigena dei "Santàl Pargànas", i "Santali".
I missionari della diocesi di Patna erano Gesuiti Americani e ciò rese le cose più facili: alcuni Padri Gesuiti sarebbero restati con i nostri Religiosi per qualche tempo, per addentrarli nella vita della Missione. Nel marzo 1938 il P. Parisi annunziava all 'Ordine che i Missionari, in numero di quattro sacerdoti, un fratello e un giovane secolare, sarebbero partiti da Roma nel mese di ottobre dello stesso anno, accompagnati dal loro Ministro Provinciale, il M. R. P. Eugene George. La Missione ebbe un rapido successo. Nel 1956 veniva eretta a Prefettura apostolica. Nel 1965, con la rapida crescita di sacerdoti indigeni, e dell'Ordine e diocesani, la Prefettura veniva elevata a Diocesi e il P. Urban McGarry TOR  veniva consacrato nostro primo Vescovo dell'india. L'intero territorio veniva a costituire l'ottava Provincia dell'Ordine, con il nome di Provincia di S. Tommaso Apostolo. Oggi essa conta ben 135 religiosi.
Questo l'inizio di vita missionaria nell'Ordine, dovuto esclusivamente al P. Parisi; ha avuto un successo imprevisto, in quanto l'attività missionaria è stata abbracciata anche da altre Province. La Provincia di san Francesco di Assisi iniziava la sua Missione in Paraguay nel 1950. La Provincia di Spagna inviava i suoi missionari in Messico e in Perù. La Provincia dell'Immacolata Concezione, di America, apriva a sua volta una nuova Missione in Paraguay negli anni 1960. La Provincia di Francia, che si univa all'Ordine nel 1954, aveva la metà dei suoi membri nella missione del Mato Grosso in Brasile.
L'Ordine tutto, quindi, su iniziativa del P. Giovanni Parisi, diveniva missionario. Una seconda attività che venne a caratterizzare la personalità dell'Ordine sotto la guida lungimirante del P. Parisi fu l'incremento che egli diede, fin dai primissimi mesi del suo ufficio, al lavoro promozionale dell'Ottava di Preghiere per l'unità della Chiesa. Questa, in verità, era connessa con l'Ordine fin dal suo sorgere. Infatti il P. Paolo Watson, già Pastore anglicano americano, che l'aveva iniziata dopo la sua conversione al cattolicesimo, quando negli anni 1920-1930 veniva a Roma con l'intento di far promuovere la pia Pratica dalla stessa S. Sede, risiedeva ordinariamente presso la nostra Curia Generalizia, sotto l'egida del Ministro Generale del tempo, Rev.mo P. Arnaldo Rigo (1920-1932), dato che la Congregazione religiosa che egli aveva fondato a Graymoor (Garrison), N.Y., con il nome di Atonement, aveva accettato la nostra Regola del TOR.
Conseguentemente fu anche convenuto che la chiesa ideale da scegliere come Sede e Centro dell'Ottavario di Preghiere in Roma fosse la chiesa di S. Paolo alla Regola, appartenente alla religiosa Provincia dei Ss. Gioacchino e Anna, chiesa indicata da una tradizione immemorabile come il luogo della residenza di S. Paolo Apostolo, durante i due anni di sua prigionia a Roma. San Paolo era stato l'Apostolo delle Genti e l'Ottavario aveva l'intento almeno ai suoi inizi di ricondurre all'Unico Ovile il gregge di Cristo. Il P. Parisi, che durante gli anni dei suoi studi filosofici e teologici presso il Pontificio Ateneo Angelicum in Roma e dopo la sua ordinazione sacerdotale nel 1925 era rimasto appunto nel Convento di S. Paolo alla Regola fino all'anno 1934, aveva avuto modo di comprendere appieno lo spirito dell'Ottavario e aveva incontrato più volte lo stesso iniziatore, il P. Paolo Watson. Nel 1933 il P. Parisi aveva pubblicato un notevole articolo illustrativo sull'argomento Ut omnes unum sint proprio nel primo fascicolo della rinata rivista dell'Ordine, gli Analecta Tertii Ordinis Regularis Sancti Francisci. Lo scritto terminava con questa affermazione: "È nostro dovere [cioè dovere del nostro Ordine] camminare innanzi a tutti nel promuovere questo mirabile esercizio dell'Ottavario per l'Unità della Chiesa. Esso farà piovere sulle Case e Famiglie dell'Ordine immensi benefici spirituali e la benedizione di Dio".
Appena eletto Ministro Generale, l'Ottavario divenne l'oggetto privilegiato del suo apostolato. Promosse per esso cicli di Conferenze presso la Curia Generalizia, invitandovi come oratori illustri personalità ecclesiastiche e laiche e volle che in ogni Casa dell'Ordine si insistesse per la diffusione della pia Pratica. In Assisi, la nostra Chiesa di S. Maria sopra Minerva divenne il Centro per la celebrazione cittadina dell'Ottavario, con la partecipazione liturgica, a turno nelle varie sere, delle principali organizzazioni religiose. E lo è tuttora. Nel gennaio 1937 il P. Parisi fondava una Rivista dedicata ai temi e alle attività ecumeniche. Il titolo ne indicava programmi e finalità: "Ut fiet unum Ovile", "Perché si faccia un solo Ovile". Tale Rivista si diffuse ovunque fino all'apertura del Concilio Ecumenico Vaticano Secondo. Il 12 maggio 1939, nella Visita a Pio XII, eletto due mesi prima, il P. Parisi ricordava fra l'altro questa particolare attività del nostro Ordine, ricevendone parole di plauso e di incoraggiamento. L'anno seguente il card. Eugenio Tisserani, Segretario della S. Congregazione per la Chiesa Orientale, in una missiva al P. Parisi, così scriveva: "Voglia il Signore che il Terz'Ordine Regolare di san Francesco, il quale avendo avuto la fortuna di annoverare tra i suoi Religiosi il compianto Paul G. E. Wattson, che, ancor prima di appartenere alla vera Chiesa, ebbe la provvidenziale ispirazione di fondare il suddetto Ottavario, possa, ai già numerosi meriti aggiungere la bella gloria di avere validamente cooperato al raggiungimento di quella unità, che, da tanto tempo, forma il sospiro di tutti i figli della Chiesa, come già ispirò la suprema preghiera del suo Divin Fondatore".
Una terza opera che rende imperitura nella storia dell'Ordine la memoria del P. Giovanni Parisi è la ristrutturazione della Curia Generalizia, la Casa Madre dei Ss. Cosma e Damiano in Roma. "Il vecchio Convento non riceveva rimodernamenti dal tempo del P. Bernardino Sabbia alla fine del Cinquecento e aveva subito mutilazioni e deterioramenti specie nel periodo delle soppressioni civili. Vi si notavano ancora i segni dell'occupazione Napoleonica del 1808. "Nell'iniziare quest'opera scrisse il P. Alfonso Porzi nella sua biografia del P. Giovanni Boccella il Padre Parisi era certo di interpretare il pensiero e il desiderio di tutti i Confratelli delle varie Province dell'Ordine. L'opera grandiosa sarebbe tornata infatti a beneficio di tutti".
Ottenuti i debiti permessi dai competenti organi governativi, i lavori iniziarono nella primavera del 1940. Per gli aiuti finanziari si sperava molto nella partecipazione della Provincia del Sacro Cuore di Gesù (USA) che aveva presso la Curia un proprio rappresentante, il P. Antonio Manganello, Definitore Generale nel Consiglio del P. Parisi. Purtroppo i tristi eventi che seguirono causarono sospensioni, ritardi, incertezze. Pochi mesi dopo gli inizi dei lavori, infatti, scoppiava il secondo conflitto mondiale chc ben presto tagliò ogni contatto diretto con gli Stati Uniti di America, il che rese impossibile l'arrivo di qualsiasi aiuto finanziario. Furono mesi difficilissimi per il P. Parisi. Egli però non si perse d'animo, anche se dovette contrarre enormi debiti con banche ed imprese.
Ci furono tuttavia anche alcuni inaspettati benefici. Ad esempio "fu acquistato a prezzo assai vantaggioso un abbondante materiale edilizio da Ditte ed Imprese impegnate in quello che doveva essere il futuro Ministero dell'Africa Orientale (ora FAO). Esse infatti, in conseguenza degli eventi bellici, furono costrette ad abbandonare i lavori e a svendere il materiale acquistato. Si trattò soprattutto di marmi, anche pregevoli, di gradini e sottogradi per scale, di portali e di stipiti che oggi adornano i locali della Curia Generalizia. Alla vigilia del Capitolo Generale del 1947 i progettati lavori non erano del tutto completati, ma il più era fatto. Tanto è vero che il Capitolo Generale si tenne nei locali della rinnovata Curia. Rimasero, è vero, gravissimi problemi connessi con la nonproprietà dell'Ordine di gran parte degli edifici, dato che il tutto era stato incamerato dallo Stato con la presa di Roma (1870) e più tardi concesso in uso alla Parrocchia dei Ss. Cosma e Damiano. Ma il problema non si deve al P. Parisi. A lui va solo l'onore di un coraggio fattivo per il bene dell'Istituto. Connessa con la ristrutturazione della Curia Generalizia va anche ricordata l'acquisizione, tramite il P. Parisi, del preziosissimo Presepe Settecentesco, di arte Napoletana, donato dal Cav. Enrico Cataldo, cittadino Napoletano, con la sola condizione che venisse esposto permanentemente al pubblico nei locali annessi alla Basilica.
E giudicato tra i migliori Presepi napoletani, secondo solo a quello che si ammira al Museo di S. Martino al monte, in Napoli. Visitato da migliaia di turisti e pellegrini ogni anno, il Presepe contribuisce alla conoscenza della Basilica e del Terz'Ordine Regolare.
Da questa schematica e non completa descrizione delle attività del Rev.mo P. Parisi emerge la personalità di un uomo straordinario, dotato di alte qualità intellettuali, prima fra tutte una lungimiranza in tempi oscuri, mosso da un amore senza limiti per il suo Istituto, il TOR di san Francesco d'Assisi. Un tale Religioso merita un ricordo imperituro. Questo ricordo è ben vivo in noi che crescemmo alla sua ombra e alla sua scuola e avemmo occasione di osservare direttamente la sua operosità, unita ad uno spirito umile e amabile. Di lui il Necrologio ufficiale dell'Ordine ebbe a dire: "In P. Parisi sono rifulse le virtù del vero religioso francescano. E stato esemplare per osservanza regolare, per bontà e semplicità di vita, per attaccamento all'Ordine e alla sua Provincia, per fecondità di servizio sacerdotale". La Provincia dei Ss. Gioacchino e Anna, questa Provincia di Sicilia, lo annovera tra i suoi figli migliori. Se io dovessi scegliere una sola caratteristica che descriva meglio delle altre la personalità francescana del P. Parisi, direi che egli si distinse in modo eminente, nel governo e nel tratto, per la sua affabilità. Parlare con lui era un vero piacere: ascoltava, interveniva, approvava, osservava; ma sempre con molta affabilità. Non parlava mai come da un trono, non si mostrava mai superiore agli altri; apprezzava o consigliava, ma sempre con squisita affabilità.
Mi auguro di cuore che questo modesto monumento, che oggi inauguriamo, contribuìsca a mantenere viva la sua memoria presso i cittadini di Pace del Mela, la quale può dirsi orgogliosa per avergli dato i natali. Presso i cittadini di S. Lucia del Mela che ebbero modo di osservarne la bontà, l'umiltà e la sapienza per tanti anni. Il mio augurio è per un "Ricordo perenne".
Pace e Bene
 
Parrocchia Sacro Cuore
Via P. Giovanni Parisi TOR, 1
Santa Lucia del Mela (Me)
Tel. - Fax 090.9359393
Cell. 3452427585
E-mail: frafilippotor@gmail.com
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Festa dell'Eccomi
Genitori e Araldini
Domenica 5 Febbraio 2012 - ore 18.00


Quarant'ore
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9 - 10 -11 febbraio 2012


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18 febbraio 2012


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da S. Caterina al Sacro Cuore
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Lunedi', ore 20.00

Corso PreMatrimoniale
Lunedi', ore 21.00

Catechesi Adulti
Martedi', ore 21.00

Incontro GiFra
Mercoledi', ore 21.00

Prove Coro
Venerdi', ore 21.00

Catechismo fanciulli
Sabato, ore 16.00

Araldini (dalla 3^ elem. alla Media)
Sabato, ore 17.00

Gruppo di Preghiera P. Pio
Primo Lunedi' del Mese
ore 16.30

Adorazione Eucaristica
Primo Venerdi' del Mese
ore 16.30

 


 


 
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