Prelatura nullius
Nel 1215 Federico II di Svevia fu riconosciuto contemporaneamente Re di Germania, d'Italia e di Sicilia e nel 1220 venne incoronato in Roma imperatore e a Palermo Re di Sicilia. Con il suo avvento al trono, per la Sicilia si aprì un periodo fulgido e prospero, e anche Santa Lucia ne ebbe i suoi benefici.
Sembra che in occasione di una visita alla città, rimase ben impressionato dalla posizione e dalla bellezza e amenità del sito, tanto da scegliere il territorio luciese come luogo preferito di villeggiatura (pro suis deliciis) e di piacere.
Fu così che Santa Lucia divenne la sua sede preferita, tanto che lo stesso Federico II conferì alla citta il titolo di <<urbs, deliciae nostrae>>, cui fa riscontro quello di <<deliziosa e fedele città>> riportato negli antichi stemmi e negli atti e sigilli del ricchissimo e assai interessante archivio municipale.
In tale periodo, e precisamente nell'anno 1206, grazie ai privilegi che il 5 luglio 1098 Papa Urbano II aveva dato ai suoi predecessori per riorganizzare la gerarchia ecclesiastica in Sicilia, staccò la chiesa di Santa Lucia appartenente alla diocesi di Patti, durante la vacanza di quella sede per la morte del vescovo Stefano, e la elevò alla dignità di <<Preletura Nullius>> (di nessun Vescovo ma direttamente soggetta alla S. Sede).
Così la chiesa di Santa Lucia, per mano di Re Federico, diviene la prima e quindi la più antica <<Prelatura Nullius>> di quante ne siano state create dalla S. Sede lungo il percorso dei secoli. Dallo stesso Annuario Pontificio risulta infatti che essa è l'unica in Sicilia e la più antica d'Italia e del mondo Cattolico. Subito dopo in ordine di tempo è quella di Altamura (1248), Pompei (1926) e Loreto (1935).

Da allora fino ad oggi 67 vescovi hanno guidato la prelatura:

  1. Gregorio Mostaccio. E' il primo dei Prelati che, per concessione del Re, ebbe la Chiesa di Santa Lucia
  2. Bartolomeo Antiocheno. Figlio di Corrado Capycio o Caputo, nipote dell'Imperatore
  3. Damiano de Palizio. Dottore in diritto civile, Assai stimato dal re, nel 1302, insieme con Cataldo Russo e Federico d'Incisa fu mandato ambasciatore per trattare la pace con Bonifacio VIII.
  4. Pietro de Pernis. Eletto Cappellano Maggiore nel 1340, si distinse per virtù e perizia nelle lettere. Su proposta del re, Clemente VI nel 1346 lo nominò Vescovo di Patti, dove morì il 21 gennaio 1354.
  5. Orlando Brunello. Messinese, rivestì contemporaneamente la dignità di Cappellano Maggiore e di Ciantro della Cappella Palatina dal 1344 al 1355.
  6. Francesco De Luca. Maestro in Sacra Teologia (1355 - 1360).
  7. Dionigi De Murcia. Eletto Cappellano Maggiore nel 1360, divenne Arcivescovo di Messina nel 1363 ed aiutò molto re Federico in varie legazioni. Scrisse, tra l'altro, i Commentari al Libro delle Sentenze.
  8. Filippo da Castrogiovanni. Maestro in Sacra Teologia, venne eletto Cappellano Maggiore nel 1363.
  9. Ubertino da Corleone. Uomo di grande abilità nel trattare gli affari, fu mandato dal re Federico III per stabilire l'alleanza con la regina Giovanna di Napoli.
  10. Filippo Crispo. Messinese, nel 1392 divenne Arcivescovo di Messina, dove morì nel 1402.
  11. Filippo De Ferrario. Maestro in S. Teologia e predicatore esimio, fu uomo di grandi meriti. Il 12 gennaio 1402 re Martino lo nominò Cappellano Maggiore.
  12. Tommaso Crisafi. Messinese, già Provinciale dei Frati Minori,Arcivescovo di Messina dal 1408, venne eletto Cappellano Maggiore nel 1416.
  13. Giovanni de Stefano.Abbate di S. Maria d'Altofonte, dal 1424 fu altresì Regio Maggior Cappellano.
  14. Giacomo Porzio. Messinese, dei Baroni di Protonotaro. Cappellano Maggiore di Re Alfonso.
  15. Giacomo Gallarat. Beneficiale di S. Lucia, fu inoltre Ciantro della R. Cappella Palatina, Abbate di S. Maria de Ammirato e di S. Maria de Terrana (Caltagirone).
  16. Alemanno de Sicar. Nel 1450 commutò la Ciantria della Palatina col beneficio di Santa Lucia.
  17. Puccio de Palizio. Canonico messinese, nel 1452 ottenne dal re l'Abbazia di S. Lucia e l'ufficio di Cappellano Maggiore.
  18. Giacomo Bonanno. Siciliano, di nobilissimo casato, nel 1456 ebbe da re Alfonso il beneficio di S. Lucia e l'ufficio di Cappellano Maggiore.
  19. Giacomo Gagliardo. Nel 1457 unì alle cariche di Cappellano Maggiore e di Ciantro della Palatina il beneficio di Santa Lucia.
  20. Gabriele Enguerra. Dottore in Teologia e Ciantro della Palatina, nel 1458 ottenne dal re la Cappellania Maggiore del regno e l'Abbazia di Santa Lucia, alla quale rinunziò nel maggio del 1462.
  21. Angelo Stayti. Messinese, Maestro Cappellano e Abbate di Santa Lucia nel 1464 circa.
  22. Federico de Vitale. Palermitano, canonico millenario della Metropolitana e Vicario Generale dell'Archidiocesi, venne nominato Cappellano Maggiore del regno e Abbate di Santa Lucia. Nel 1482 a sue spese fece restaurare il soffitto della Palatina e commissionò il pregevole Fonte Battesimale tuttora in uso nella Cattedrale di Santa Lucia. Mori nel 1483.
  23. Leonardo De Albertis. nominato dal viceré Gaspare de Spe Cappellano Maggiore e Abbate di Santa Lucia il 9 ottobre 1483.
  24. Gian Martino de Vitale. nipote di Federico de Vitale, Arcidiacono della Metropolitana di Palermo e Ciantro della Palatina, fu nominato nel 1484 Abbate di Santa Lucia a beneplacito del re. Morì il 20 febbraio 1491.
  25. Dalmazio di Tolosa. Dottore in diritto civile e canonico, Canonico della Cattedrale di Messina, eletto nel 1485 Cappellano Maggiore e Abbate di Santa Lucia, ebbe inoltre il beneficio patronato di S. Maria di Castellammare di Messina.
  26. Alfonso d'Aragona. Figlio di re Ferdinando II, Arcivescovo di Saragozza, Ciantro della R. Cappella di S. Pietro in Palazzo (Palatina) e Abbate di S. Lucia nel 1492. Nel 1497 ottenne dal re un diploma con il quale venivano confermati tutti i privilegi, grazie, libertà e indulti di cui godeva la Chiesa di S. Lucia.
  27. Giacomo Conchilles. Eletto Cappellano Maggiore e Abbate di S. Lucia prima del 1505, mentre era già Vescovo di Granada e di Oppido (in Calabria); nel febbraio del 1508 divenne Vescovo di Catania.
  28. Giovanni Michele de Majo da Barcellona (Spagna). Figlio del regio consigliere Giovanni, già Abbate di S. Filippo e di S. Salvatore della Placa (presso Francavilla di Sicilia). Nominato Cappellano Maggiore e Abbate di S. Lucia nel 1508.
  29. Diego Herrera, da Saragozza. Dottore in diritto civile e canonico, in seguito alla rinuncia del predecessore, venne eletto nel 1510 Cappellano Maggiore e Abbate di S. Lucia. Nel 1513 gli fu altresì conferita l'Abbazia basiliana di S. Maria di Gala, nei dintorni di Castroreale.
  30. Giovanni Rizzo, Patrizio e Decano del Capitolo di Messina, Protonotario Apostolico, ottenne la Cappellania Maggiore e l'Abbazia di S. Lucia nel 1516 circa. Il 7 Giugno 1529 Antonello Gagini gli consegno la bellissima statua marmorea della Madonna della Neve che gli era stata commissionata tre anni prima. Morì il 20 agosto 1530.
  31. Girolamo Zafarana. Benedettino messinese, Abbate di S. Lucia e Cappellano Maggiore, nonché Abbate del Monastero basiliano di S. Salvatore di Placa per cessione di Clemente Majo. Nel 1535, quando Carlo V, reduce dalla vittoriosa spedizione di Tunisi, sbarcò in Sicilia, lo Zafarana esercitò tutte le prerogative del suo ufficio di Cappellano Maggiore, celebrando la S. Messa alla presenza dell'imperatore e benedicendo la mensa. Già vecchio morì nel 1575.
  32. Pietro Manriquez di Buytron. Spagnolo, Dottore in Sacra Teologia, venne eletto contemporaneamente Cappellano Maggiore, Abbate di S.Lucia e di S. Maria di Roccadia, dell'Ordine Cistercienste, presso Lentini.
  33. Girolamo Riggio. Palermitano, Dottore in Teologia e in diritto civile e canonico. Cappellano alla corte spagnola di Filippo II, venne da Luì nominato Arcidiacono di Agrigento nel 1574 e, nel 1585, Cappellano Maggiore e Abbate di S. Lucia. Fece quindi ritorno in patria, dove ebbe da tutti degne accoglienze.
  34. Giovanni de Spinar. Spagnolo, Inquisitore del Regno di Sardegna, fu Cappellano Maggiore del regno e Abbate di S. Lucia dal 1590 al 1601. Morì in Sardegna.
  35. Simone Rao Grimaldi. Palermitano, eletto il 15 agosto 1602, dalla Santa Sede ottenne che l'Abbate di S. Lucia potesse usare nelle Messe solenni gli indumenti pontificali come i Vescovi (Mitra, Pastorale, guanti, anello, Croce pettorale, trono ecc.). Morì il 12 marzo 1616 in Palermo, dove s'era recato per motivi di salute. Sotto il gpverno di Mons, Rao vennero a S. Lucia i Cappuccini, i quali nel 1610 costruirono il loro Convento, nonostante l'opposizione dei Frati Minori e dei Conventali.
  36. Antonio Franco. Patrizio napoletano, insigne per innocenza divita e santità. Cappellano d'onore alla corte di Filippo III re di Spagna, venne nominato Cappellano Maggiore e Abbate di S. Lucia il 12 novembre 1616. Morì il 2 settembre 1626 in grande concetto di santità, tanto che il suo corpo divenne oggetto di venerazione.
  37. Vincenzo Firmatura, da Corleone. Fu eletto con lettere reali del 24 marzo 1628 e si distinse per integrità di vita e perizia nelle scienze. Condusse a termine la ricostruzione della Cattedrale. Morì in Palermo il 3 marzo 1648.
  38. Martino La Farina. Palermitano dei marchesi di Madonia. Nominato da Madrid il 21 settembre 1648, difese strenuamente i diritti della Prelatura. Ricco di meriti, morì il 17 settembre 1668 e fu sepolto nella Cattedrale di S. Lucia.
  39. Simone Impellizzeri, nacque a Noto, ma la famiglia era oriunda da Siracusa. Protesse i poveri e si affezionò tutti i cittadini. Ottantenne, cessò di vivere in Siracusa nell'agosto del 1701.
  40. Carlo Massa. Catanese, dei Baroni di S. Gregorio. Nel 1693 lasciò Catania distrutta dal terremoto dalle cui rovine scampò miracolosamente, e si trasferì a Palermo donde passò in Spagna. Qui si fece apprezzare e divenne Cappellano d'onore alla corte reale. Con lettere date in Madrid il 4 dicembre 1702 fu nominato Abbate di S.Lucia e, mentre da lui si aspettavano grandi cose, passò all'eternità il 26 dicembmre 1704, all'età di appena anni 31.
  41. Pietro Solerà Montoja, nobile di Tarascona (Spagna) e Professore di filosofia e Teologia nell'Università di Elcalà de Henares, Vicario Generale ed Esaminatore sinodale di Cuenca, venne eletto Prelato Ordinario e Cappellano Maggiore nel 1709. Morì a 39 anni, il 31 marzo 1711 e fu sepolto in Cattedrale.
  42. Francesco Barabàra, di Trapani. Compiuti gli studi teologici presso il Collegio Romano, ( la Gregoriana) vi conseguì la laurea e fu annoverato fra i Protonotari Apostolici.
    Nel maggio del 1712 da re Filippo V venne eletto Abbate di S. Lucia e Cappellano Maggiore e poco tempo dopo, dinanzi a Vittorio Amedeo di Savoia divenuto re di Sicilia, ne esercitò l'ufficio celebrando la Messa e benedicendo la mensa reale. Morì settantaquattrenne il 15 gennaio 1732
  43. Antonio Ura, milazzese. Era Cappellano d'onore e predicatore dell'imperatore Carlo VI quando con Bolle Pontificie del 15 ottobre 1732 venne eletto Abbate di S. Lucia e Cappellano Maggiore del regno. Morì improvvisamente il 28 ottobre 1735 mentre faceva ritorno a S. Lucia e fu sepolto nella Chiesetta di Belvedere.
  44. Marcello Moscella, messinese, venne eletto da Clemente XII, il 5 gennaio 1736, Prelato Ordinario della città di S.Lucia e Cappellano Maggiore del regno di Sicilia. Morì il 10 aprile 1760, a 69 anni e 10 mesi, e fu sepolto nel suo magnifico mausoleo di marmo.
  45. Scipione Ardoino. messinese, dei Principi di Alcontres, eletto Prelato di S. Lucia da Re Ferdinando il 24 ottobre 1767 e da Clemente XIII con Bolle Pontificie del 19 dicembre. Con R. Decreto del 9 luglio 1768 fu nominato Cappellano Maggiore per la sola città di S. Lucia e suo distretto.
  46. Emanuello Rao-Torres, palermitano, dei Principi della Cuba Reale. Nel novembre 1771 venne nominato dal Re Prelato di S. Lucia, le Bolle Pontificie recano la data del 18 dicembre dello stesso anno. Prese possesso il 21 gennaio 1772 per procura, delegando a ciò il Vicario Generale Decano Vincenzo Pagano, e fece il solenne ingresso il 24 maggio. Mori in Palermo e fu sepolto nel cimitero dei Cappuccini il martedì Santo 14 aprile 1778.
  47. Carlo Santacolomba, palermitano. Era Cappellano Sacramentale nella parrocchia di S. Nicolò alla Kalsa quando venne eletto Prelato di S. Lucia con Bolle pontificie del 1780. Prese possesso il 29 aprile dello stesso anno e fece l'ingresso il 3 luglio. Eletto Vecovo titolare in Anemurio, ricevette la consacrazione nella ( allora ) Regia Cattedrale il 2 aprile 1786. Fu altresì Vicario Capitolare di Lipari, dove chiuse la sua esistenza il 13 luglio 1801.
  48. Alfonso Airoldi, palermitano, Giudice della R. Monarchia, ed Arcivescovo di Eraclea. Eletto nel 1803, governò - tramite un Regio Preposito - da Palermo, dove risiedeva e dove cessò di vivere il 25 marzo 1817.
  49. Gabriele M. Gravina, dei Principi di Montevago, Vescovo titolare di Flaviopoli, figura tuttavia Cappellano Maggiore del Regno, Regio Consigliere e Prelato Ordinario dal gennaio al settembre 1818.
  50. Giacomo Coccia, patrizio Luciese. Già Arcidiacono e Regio Preposito, il 15 settembre 1818 venne eletto Prelato Ordinario e Vescovo tit. di Antinoe, in seguito al Concordato tra la Santa Sede e il Regno delle Due Sicilie. Ricevette la consacrazione episcopale nella Cattedrale di S. Lucia dal Vescovo di Patti Mons. Silvestro Todaro ed ebbe dalla Sede Apostolica l'onorifico incarico di imporre il Tallio all'Arcivescovo di Messina Mons. Francesco di Paola Villadicani, elevato poi alla Sacra Porpora. Morì il 4 giugno 1829.
  51. Ignazio Avolio, siracusano. Nominato nel 1834, rinunciò alla Prelatura il 22 febbraio 1844. Latinista e grecista insigne, possedeva una cultura assai vasta. Pubblicò varie opere, tra cui: Cenni sopra l'antico Metropolitano di Siracusa; Dei dazi in Sicilia nelle epoche antiche; Delle scuole e delle accademie di Siracusa dall'epoca greca all'epoca cristiana (voi. I) - dall'epoca cristiana al sec. XVIII (voi. II); Discorso per la solenne apertura del Seminario Luciese, tenuto il 12 gennaio 1836.
  52. Paolo Maria Mondio, messinese. Eletto nel 1850, nel Concistoro del marzo 1852 venne creato Vescovo di Miriofiti. Morì il 4 settembre 1857.
  53. Carlo Vittore Papardo, dei Principi del Parco, messinese. Era Preposito dei Teatini della sua città quando nel maggio del 1858 fu eletto Prelato Ordinario. Pochi mesi dopo, nel Concistoro del 27 settembre, PIO IX lo preconizzò Vescovo titolare di Mindo; per la festa della Patrona fece il solenne ingresso in S. Lucia. Traslato a Patti, lasciò S. Lucia il 30 dicembre 1871.
  54. Gaetano Blandini, da Patagonia (Catania) in diocesi di Caltagirone, ebbe conferita la Prelatura di S. Lucia prima con decreto reale del 22 luglio 1880 e poi con bolle pontificie del 13 agosto. Prese possesso per procura il 19 settembre e fece il solenne ingresso il 13 febbraio 1881. Nel Concistoro del 13 maggio dello stesso anno fu creato Vescovo titolare di Sergiopoli. Dopo appena due anni, il 15 febbraio 1883, passò ad Agrigento in qualità di Coadiutore con diritto di successione di quell'Ecc.mo Vescovo. Introdusse la pia pratica del mese mariano, curò personalmente l'istruzione catechistica, diede impulso alle Prime Comunioni, riaprì il Seminario e volle che le migliori vocazioni ricevessero soda formazione ecclesiastica nel Seminario di Noto, dove suo fratello Giovanni era Vescovo.
  55. Stefano Gerbino. dei Baroni di Cannitello. palermitano. Apparteneva all'Ordirne dei Benedettini ed era Vicario Generale di Monreale. Eletto Prelato Ordinario il 3 giugno 1890, la sua nomina - per la nequizia dei tempi - non ottenne il regio exsequatur; non potè quindi prendere possesso e governare la diocesi. Il 10 settembre 1895 Leone XIII lo trasferì alla sede di Trapani.
  56. Giuseppe Fiorenza, di Monreale, dov'era stato Canonico Teologo e poi Parroco, Professore di lettere latine e greche in quel celebre Seminario. Neppure la sua nomina, avvenuta l'11 novembre 1895, ebbe il riconoscimento civile e per conseguenza nel Concistoro del 22 giugno 1896 il Papa lo destinò Arcivescovo di Siracusa.
  57. Vincenzo Di Giovanni. Nato a Salaparuta ( Trapani ) in diocesi di Mazara del Vallo, era Professore all'Università di Palermo quando, il 21 ottobre 1896, Leone XIII lo nominò Prelato Ordinario elevandolo alla sede titolare di Teodosiopoli il 14 marzo 1897. Uomo di grande dottrina e Archeologo insigne, fu autore di numerose pubblicazioni. Pur non avendo ottenuto il regio exsequatur, venne per amministrare la S. Cresima in città e diocesi dal 4 al 18 luglio 1898. Per motivi di salute, il 4 marzo 1901, rinunciò alla Prelatura e fu promosso Arcivescovo titolare di Pessinonte. Il 16 aprile dello stesso anno il Papa nominò Vescovo titolare di Sinope e Amministratore Apostolico della Prelatura Nullius Mons Francesco Certo, che era Arciprete di Còndro. Colto e prudente, governò con saggezza e fermezza. Dopo la sua morte, avvenuta nel febbraio del 1911, la Prelatura rimase affidata un pò ai Vicari Capitolari, un pò all'Arcivescovo di Messina, il quale non venne mai né per conferire la S. Cresima, né per la Visita Pastorale.
  58. Salvatore Ballo-Guercio, palermitano, Dottore in Teologia e in diritto civile e canonico, Cavaliere Magistrale del Sovrano Militare Ordine di Malta. Preconizzato Vescovo titolare di Tripoli e Prelato Ordinario nel Concistoro dell'8 marzo 1920, ricevette la consacrazione episcopale l'ii aprile nella Metropolitana di Palermo, della quale era canonico, e fece il solenne ingresso il primo agosto. Il Santo Padre Benedetto XV, in una Udienza alla quale erano stati ammessi alcuni Luciesi, si degnò mettere in rilievo che S. Lucia il Prelato « se l'era meritato, perchè l'aveva tanto desiderato». Il nuovo Vescovo, nel vigore dei suoi quarantanni, si pose subito all'opera di restaurazione. Il lunghissimo periodo di sede vacante aveva fatalmente recato gravi danni alla vita religiosa, ai quali s'erano aggiunti quelli materiali causati dal terremoto del 28 dicembre 1908. Occorreva porre rimedio agli uni e agli altri ed il Vescovo, senza indugio, intervenne in ogni settore dove il ministero pastorale esigeva la sua opera.Ricostruì il Seminario; curò il restauro della Cattedrale, di numerose Chiese e del Palazzo; una più razionale impostazione delle Quarantore - introdotte nel 1608 da Mons. Rao - diede nuovo incremento al culto eucaristico; volle le Missioni al popolo, che furono predicate dai Padri Redentoristi; chiamò le Suore Francescane Missionarie dell'Eucarestia, alle quali affidò l'Istituto dell'immacolata, da lui fondato nell'ex-convento dei Cappuccini, regolarmente ceduto alla diocesi. Prese parte al Primo Concilio Plenario Siculo, tenutosi in Palermo nel dicembre del 1920, e fu anche Amministratore Apostolico di Lipari per molti anni e di Acireale per qualche tempo. Il 18 settembre 1933 venne trasferito a Mazara del Vallo, rimanendo Amministratore Apostolico della Prelatura fino al luglio del 1935. In segno di gratitudine gli venne eretto in Cattedrale un monumento marmoreo.
  59. Antonio Mantiero, vicentino, Dottore in diritto canonico. Vescovo di Patti dal 1931, fu nominato Prelato Ordinario l'11 giugno 1935 « per unionem in personam ». Prese possesso il 4 agosto e veniva periodicamente in sede. Trasferito a Treviso il 1 settembre 1936, rimase Amministratore Apostolico della Prelatura fino alla presa di possesso del successore.
  60. Luciano Geraci, da Petralia Sottana, diocesi di Cefalù. Dottore in Teologia e in diritto civile e canonico, il 6 marzo 1937 venne eletto Prelato Ordinario e Vescovo titolare di Metone. Di profonda e sentita pietà,di grande saggezza e prudenza, alla mitezza seppe congiungere la fermezza. II suo motto episcopale era « In Corde Iesu salus », zelò quindi la devozione al Sacro Cuore di Gesù; premuroso del bene delle anime, eresse le parrocchie della Madonna del Rosario, a Giammoro, e dell'Immacolata a Corriolo, distaccandone rispettivamente il territorio da quelle di Pace del Mela e di S. Filippo del Mela. I postumi di un'operazione chirurgica lo condussero anzitempo alla morte, avvenuta il 19 luglio 1946 in Petralia Sottana. Vicario Capitolare in sede vacante Mons. Nicolò Minniti.
  61. Luigi Cammarata, da S. Cataldo (Caltanissetta). Dottore in Teologia e in diritto civile e canonico, il 4 dicembre 1946 la Santa Sede lo nominò Vescovo titolare di Cesarea di Mauritania e Prelato Ordinario; ebbe pure l'incarico di compiere la Visita Pastorale nell'Archidiocesi di Messina ma non la condusse a termine per motivi di salute. Alla sua morte (24 febbraio 1960) l'Amministrazione Apostolica della Prelatura venne affidata a S. E. Mons. Russo, Vescovo di Acireale.
  62. Guido Tonetti, da Trecate ( Novara ). Dottore in Teologia e in diritto canonico, il 25 luglio 1950 venne eletto Arcivescovo titolare di Calcedonia, Prelato Ordinario e Coadiutore dell'Arcivescovo di Messina con diritto di successione. Prese parte al Secondo Concilio Plenario Siculo, che ebbe luogo in Palermo dal 14 al 22 giugno 1952. Il 16 febbraio 1957 fu trasferito a Cuneo e la Prelatura venne data in Amministrazione Apostolica a S. E. Mons. Pullano, Vescovo di Patti.
  63. Francesco Ricceri, da Biancavilla (Catania). Dottore in Teologia e diritto canonico. Già parroco in Catania e Giudice del Tribunale Ecclesiastico Siculo, il 15 marzo 1957 fu nominato Vescovo titolare di Cela e Prelato Ordinario. Di grande attività e di grandi iniziative, nel suo breve governo ha felicemente realizzato varie opere, alle quali rimane legato il suo nome. Il 15 maggio 1961 è stato trasferito a Trapani, rimanendo Amministratore Apostolico della Prelatura.
  64. Francesco Tortora, dell'Ordine dei Minimi. Dottore in Teologia e in Lettere, è nato a Boscotrecase (Napoli). Parroco di S. Francesco di Paola in Palermo dal 1963 e Promotore della Fede presso il Tribunale Ecclesiastico Diocesano, venne preconizzato Vescovo titolare di Liviade e Prelato Ordinario nel Concistoro del 19 marzo 1962. Ricevette la consacrazione episcopale nella Metropolitana di Palermo il 20 maggio dello stesso anno dall'Em.mo Sig. Card. Arciv. Ernesto Ruffini, fungendo da conconsacranti gli Ecc.mi Mons, Francesco Ricceri, Vescovo di Trapani e Mons. Filippo Aglialoro Vescovo tit. di Germa di Galazia, Ausiliare e Vicario Generale di Palermo.
  65. Salvatore Di Salvo - Nato a Catania. Vescovo di S.Lucia dal 1972 al 1976.
  66. Ignazio Cannavò - Nato ad Acireale (CT). Vescovo di S.Lucia dal 3 giugno 1977 al 17 maggio 1997.
  67. Giovanni Marra. Nato a Cinquefrondi (RC) il 5 Febbraio 1931. Ordinato presbitero il 19 Settembre 1953. A servizio della Santa Sede nella Curia Romana dal 1960 al 1986. Eletto alla Chiesa titolare di Usula il 7 Giugno 1986 e ordinato Vescovo il 28 Giugno 1986. Vescovo Ausiliare di Roma per le attività pastorali ed amministrative e Segretario Generale del Vicariato. Il 14 Novembre 1989  Arcivescovo Ordinario Militare. Arcivescovo Metropolita  di Messina, Lipari e S. Lucia del Mela dal 17 Maggio 1997.
  68. Calogero La Piana - Nato a Riesi, diocesi di Piazza Armerina, il 27 gennaio 1952. Ordinato presbitero l'8 agosto 1981; eletto alla sede vescovile di Mazara del Vallo il 15 novembre 2002; ordinato vescovo il 6 gennaio 2003; promosso alla sede arcivescovile di Messina - Lipari - Santa Lucia del Mela il 18 novembre 2006. Attuali Incarichi: Membro della Commissione Episcopale per le migrazioni e Membro della Conferenza Episcopale Siciliana.
Pace e Bene
 
Parrocchia Sacro Cuore
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Santa Lucia del Mela (Me)
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AVVISI
 
EVENTI DI RILIEVO

Festa dell'Eccomi
Genitori e Araldini
Domenica 5 Febbraio 2012 - ore 18.00


Quarant'ore
dalle ore 7,30 alle ore 16.30
9 - 10 -11 febbraio 2012


Festa di Carnevale
Ore 16.00
18 febbraio 2012


Stazione quaresimale
da S. Caterina al Sacro Cuore
29 febbraio 2012


Festa del Si
***
6 maggio 2012


Araldinfesta
***
20 maggio 2012


Programma Settimanale
 
Corso di Cresima
Lunedi', ore 20.00

Corso PreMatrimoniale
Lunedi', ore 21.00

Catechesi Adulti
Martedi', ore 21.00

Incontro GiFra
Mercoledi', ore 21.00

Prove Coro
Venerdi', ore 21.00

Catechismo fanciulli
Sabato, ore 16.00

Araldini (dalla 3^ elem. alla Media)
Sabato, ore 17.00

Gruppo di Preghiera P. Pio
Primo Lunedi' del Mese
ore 16.30

Adorazione Eucaristica
Primo Venerdi' del Mese
ore 16.30

 


 


 
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